La visione tracciata dalla governance dell’AdSP mira a trasformare lo scalo in un’infrastruttura capace non solo di accogliere la filiera dell’offshore wind, ma di promuovere un nuovo modello di sviluppo basato su innovazione, sostenibilità e integrazione tra porto, territorio e sistema produttivo
La transizione energetica rappresenta oggi una delle principali linee strategiche lungo cui si sta ridisegnando il ruolo dei porti nel sistema logistico e industriale europeo. In questo scenario, il Porto di Taranto si colloca come uno degli scali italiani più impegnati a interpretare il cambiamento come opportunità di sviluppo. Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti, già alla guida dell’Ente nel periodo di Commissariamento tra giugno e novembre 2025, ha posto la transizione energetica al centro della rinnovata governance, orientando politiche e strumenti verso obiettivi di sostenibilità, innovazione e valorizzazione del territorio.
L’impulso decisivo è arrivato dal riconoscimento ufficiale da parte del MASE, in concerto con MIT e MEF, del Porto di Taranto come hub nazionale per l’eolico offshore galleggiante, formalizzato dal decreto ministeriale pubblicato nell’autunno 2025. Un risultato che segue il via libera governativo alla definitiva individuazione delle aree demaniali e degli specchi acquei da destinare allo sviluppo della cantieristica per la produzione di energia eolica in mare. Questo quadro istituzionale ha offerto allo scalo jonico una piattaforma concreta per rilanciare la propria mission, ripianificando l’uso delle aree portuali e integrando nuove funzioni in grado di generare ricadute positive per la comunità portuale, l’economia territoriale e l’intero ecosistema dell’energia rinnovabile.







