Che «lo scenario sia cambiato» dall’altra notte non lo dice soltanto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ma anche i vertici delle forze dell’ordine. In un Paese, come il nostro, che ha già vissuto la stagione degli attentati (sebbene di altra matrice) e che ha gli occhi del mondo puntati addosso per via del Giubileo che porta a Roma frotte di pellegrini e turisti, l’allerta è massima, non solo nella Capitale ma un po’ in tutte le grandi città.

Sono, infatti, 29mila i siti sotto massima sorveglianza per i quali da ieri il Comitato per l’Ordine e la sicurezza convocato di prima mattina dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha disposto il potenziamento della vigilanza. Tra questi, circa un migliaio riguardano interessi statunitensi e israeliani. Particolare attenzione è rivolta in questo momento alle basi americane in Italia e, come detto, al Vaticano, dove già da ieri sono state intensificate le misure di sicurezza.

4 DI SERA, IL GENERALE CAPITINI: "POSTI SICURI NON CI SONO PIÙ"

"Di solito un aggredito si rivolge alla guerra dei poveri, al sistema, al metodo di combattimento che è quel...

Dopo l’operazione militare “Martello di Mezzanotte” condotta dagli Usa sull’Iran, Il titolare del Viminale ha riunito il Comitato analisi strategica antiterrorismo, Casa. E nel pomeriggio ha presieduto il Comitato allargandolo alla partecipazione dei vertici di intelligence e forze di polizia e delle strutture preposte alla cybersicurezza. All’esito del summit, su impulso di Piantedosi, sono state potenziate le attività di prevenzione e analisi dei rischi per la sicurezza interna, con particolare attenzione alle misure di contrasto al terrorismo. Durante la riunione del Casa, sono stati presentati gli esiti delle recenti attività investigative e definite le nuove direttrici operative per far fronte ai potenziali impatti sulla sicurezza nazionale derivanti dalla crisi in Medioriente e dal deterioramento del quadro geopolitico. Ambasciate, consolati, residenze diplomatiche e sedi rappresentative dei Paesi coinvolti nel conflitto in Medioriente - in particolare Israele, Iran e Stati Uniti - sono ora sottoposti a misure straordinarie di controllo e protezione. Il livello di allerta era già stato innalzato a metà giugno, ma è stato incrementato dopo l’attacco statunitense.