PADOVA - Il giocatore biancoscudato del secolo, nominato dai tifosi in occasione del Centenario, e uno degli stranieri che si sono maggiormente messi in evidenza all'ombra del Santo. Insieme hanno formato una coppia d'attacco che la gente ancora ricorda e ama, non solo perché legata ai tempi della serie A. Giuseppe "Nanu" Galderisi e Goran Vlaovic, chi prima e chi dopo, hanno indossato maglie prestigiose, comprese quelle delle rispettive nazionali, ma la loro esperienza padovana resta una delle tappe più significative, per molti aspetti, della loro carriera. Trent'anni dopo lo storico spareggio a Firenze che regalò un altro anno in serie A nel 1995 a spese del Genoa, eccoli di nuovo uno a fianco dell'altro a riaprire il libro dei ricordi. «Tornare a Padova - esordisce l'attaccante croato, oggi coordinatore del settore giovanile della Dinamo Zagabria - è una grande emozione e mi fa sempre piacere perché qui trovo gente che mi vuole tanto bene, sentimento da me contraccambiato».

Il suo primo pensiero pensando al biennio padovano è legato alla partita del ritorno in campo dopo un delicato intervento alla testa a cui fu sottoposto al termine dell'estate 1995. «Tutto la stadio era lì per me e fu un grande sostegno perché avevo vissuto qualche mese di paura, con tante incertezze legate al calcio e alla vita stessa. Quando sono tornato sul campo vedere tanta gente che mi stava aspettando e che tifava per me è stato un qualcosa che non posso dimenticare». Qualche mese prima a Firenze, nello spareggio salvezza, Galderisi apre a sinistra per Kreek sul cui cross Vlaovic segna il gol dell'iniziale vantaggio (poi finirà 1-1 con verdetto favorevole ai rigori) con una perfetta girata al volo. «Segnavamo delle belle reti e giocavamo bene. Quella partita mi ha lanciato nel calcio italiano. Considerando anche Maniero (assente nello spareggio, ndr), formavamo un attacco assortito in cui ognuno aveva le proprie caratteristiche e insieme stavamo bene».