"Ho chiesto al ministro della Difesa e ai vertici delle forze armate di provvedere affinché navi della Marina greca vengano inviate al di fuori delle acque territoriali della Libia, in modo da inviare, in via preventiva e sempre in collaborazione con le autorità libiche e le altre forze europee, un messaggio chiaro: non saranno i trafficanti a decidere chi può entrare nel nostro territorio".

Lo ha dichiarato il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, durante il suo colloquio con il presidente della Repubblica ellenica, Kostas Tasoulas.

Lo riporta l'emittente statale Ert. Mitsotakis ha spiegato che "l'aumento dei flussi migratori clandestini" dalla Libia verso l'isola di Creta è "un fenomeno preoccupante".

Il premier ha aggiunto: "Purtroppo negli ultimi giorni abbiamo assistito a diversi episodi che ci costringono ad agire in modo preventivo e deterrente", alludendo all'aumento degli sbarchi, incentivati dalle condizioni meteorologiche favorevoli. Secondo Ert, dall'inizio dell'anno circa 7mila persone sono approdate nell'isola di Creta (a fronte delle circa 5mila di tutto l'anno scorso) e solo nel mese di giugno i migranti sbarcati nell'isola sono stati più di 2mila. "Penso che sia una mossa necessaria nelle circostanze attuali e ovviamente solleverò con forza la questione della Libia al Consiglio europeo di giovedì prossimo, e mi aspetto che ci saranno conclusioni al riguardo che rispecchieranno pienamente le posizioni greche", ha aggiunto Mitsotakis. Dall'anno scorso, l'isola di Creta si trova al centro di una inedita rotta migratoria: i pescherecci, salpati dalla Libia, lanciano le richieste di soccorso a largo delle coste meridionali cretesi e nei pressi della piccola isola di Gavdos (che dipende amministrativamente da Creta). Molti dei migranti salpano da Tobruk e provengono da Egitto, Sudan, Pakistan ed Eritrea.