Il conflitto in Iran con Israele e Stati Uniti in campo e Teheran che minaccia "conseguenza eterne". "Tutto questo ha un forte impatto sulle persone che da i eri sono in uno stato di allerta e hanno una fame di notizie, un bisogno di informazione, che mi ha colpito molto. Giovani, adulti e anziani, non c'è alcuna differenza: tutti vogliono sapere costa sta succedendo per essere rassicurati", sottolinea Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf).
Qual è l'effetto della guerra sul nostro cervello
13 Dicembre 2023
La necessità di informarsi
"I più giovani si informano tramite TikTok, gli adulti scelgono Facebook, mentre gli over50 e gli anziani prediligono le news di Tg, giornali e talk show", analizza lo psichiatra. E "ovviamente si creano delle 'fazioni'. I giovani, che notoriamente gravitano nell'area pacifista e ambientalista, si mobilitano contro la guerra. Tra gli adulti, invece, oltre ai no-war c'è anche chi pensa 'questo conflitto non mi riguarda', 'succede lontano da casa mia'. Poi ci sono gli over65", che sono i più in ansia "per la sicurezza interna del nostro Paese e, ovviamente, temono per i figli e i nipoti". Più si va avanti con gli anni e maggiori sono le preoccupazioni.














