Bab as-Salam, la 'Porta della Pace', così come in arabo viene definito da secoli lo stretto di Hormuz, potrebbe diventare la porta per una guerra regionale allargata con implicazioni globali, non solo sul piano energetico.
Posto all'ingresso meridionale del Golfo Persico, lo stretto di Hormuz si trova su una penisola in territorio dell'Oman affacciata sul tratto di mare diviso in acque territoriali iraniane e omanite. Per questa strozzatura passa un quarto del traffico globale di petrolio e circa un terzo di quello di gas naturale. Ed è per questo conosciuta anche come la "via del petrolio".
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Lo Stretto di Hormuz è uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo e se davvero venisse chiuso, le conseguenze sarebbero immediate e globali: il prezzo del petrolio salirebbe vertiginosamente, i traffici energetici subirebbero gravi rallentamenti e si rischierebbe un'escalation militare internazionale. Lo Stretto si estende per circa 560 chilometri e separa il Golfo Persico da quello dell'Oman: da quell'area passa circa il 30% del petrolio mondiale, con circa 3 mila navi che vi transitano ogni mese.






