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I nerazzurri vedono gli ottavi puntando soprattutto sulle giovani leve. L'avviso di mercato di Marotta

Ci vorrà tempo per giudicare l'Inter di Chivu, catapultato al volante di un'auto quasi senza benzina. La squadra è stanca, logorata dalla stagione infinita, e senza trofei, e falcidiata dagli infortuni. La vittoria in rimonta sull'Urawa in qualche modo prolunga il calvario, perché a questo punto basterà un pareggio contro il River Plate per il passaggio agli ottavi (con altri 7 milioni di premio Fifa). E se il Monterrey non dovesse battere l'Urawa, l'Inter andrebbe avanti anche in caso di sconfitta. I verdetti nella notte italiana fra mercoledì e giovedì, con malcelati timori messicani per un pari-biscotto italoargentino (dal 2-2 in su, qualificazione per entrambe anche in caso di goleada del Monterrey, ininfluente per la classifica avulsa).

Più si allunga questa stagione, più si avvicina la prossima (fra 2 mesi esatti sarà già campionato: per l'Inter debutto lunedì 25 agosto contro il Torino). Qualcosa a Chivu lo darà il mercato, ma senza rivoluzioni ora invocate quasi ovunque. Fino a un mese fa, l'Inter era una corazzata senza confronti in Italia, all'improvviso si scopre che anche non vincendo nulla è andata ben oltre i suoi limiti. Evidentemente basta poco per cambiare idea, ma occorre ricordarsi che Oaktree bada prima di tutto ai conti e quindi oltre i budget fissati non si andrà: tutto l'extra 50 milioni sarà frutto di cessioni o prestiti, "il mercato di competenze e fantasia", per dirla alla Marotta.