Un vecchio sbirro, uno di quelli che ha visto morire i suoi colleghi negli anni Ottanta e ancora si commuove mentre ne parla davanti a un caffè al bar, sostiene che le verità di Palermo sono già tutte scritte. E che troppo spesso non le vediamo, anche se sono attorno a noi. Matteo Messina Denaro lo raccontavamo lontano, e invece era vicinissimo. Giovanni Motisi, l’ultimo latitante di Cosa nostra ricercato dal 1998, l’abbiamo sempre raccontato come il “pacchione”, così lo chiamavano in Cosa nostra, come uno che teneva per sé tutti i soldi delle estorsioni di Pagliarelli quasi fosse un avido arraffone, l’abbiamo raccontato come uno che all’improvviso ha abbandonato moglie e figli e se n’è andato. Qualche tempo fa, un giornalista ha anche scritto che Giovanni Motisi era morto in una clinica privata della Colombia e ha citato un informatore molto ben documentato. Chissà se queste e le altre notizie sul “pacchione” sono la verità, oppure l’ennesima fake news.

Mafia, resta il giallo sulla morte di Motisi: continuano le indagini fra Italia e Colombia

17 Febbraio 2025

La procura di Palermo e il servizio centrale operativo della polizia non hanno trovato nessun morto in Colombia che assomigliasse a Giovanni Motisi, nato a Palermo il primo gennaio 1959. Però, le indagini proseguono. Ci sono tante, troppe cose ancora senza risposta.