"La più rossa delle linee rosse": così "un alto funzionario" iraniano citato dall'agenzia Reuters ha definito la possibile uccisione da parte israeliana o americana della Guida suprema Ali Khamenei. Una mossa del genere "chiuderebbe la porta a ogni negoziato e innescherebbe una risposta senza limiti e senza restrizioni", ha avvertito la fonte.

Mentre altri media internazionali parlano di difficoltà della leadership iraniana a mantenere la catena di comando a causa dell'isolamento di Khamenei, riparato in un rifugio sotterraneo per sfuggire ai raid che hanno già portato all'eliminazione di diversi comandanti delle Guardie della rivoluzione e delle forze armate regolari.

Due funzionari Usa citati dal quotidiano online Axios hanno affermato che proprio le difficoltà del presidente Masoud Pezeshkian e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi a consultarsi con la Guida suprema hanno fatto fallire un tentativo di mediazione del presidente turco Recep Tayyip Edogan, che cercava di organizzare nei giorni scorsi un incontro a Istanbul tra iraniani e americani, approvato dal presidente Usa Donald Trump.

Le voci più disparate si rincorrono nelle ultime ore sulle decisioni che Khamenei potrebbe prendere, non solo in merito allo scontro con Israele e gli Stati Uniti, ma anche sulla riorganizzazione del potere nell'ambito della crisi più grave che la Repubblica islamica si trova ad affrontare dalla fine della guerra con l'Iraq, nel 1988. Secondo la televisione di opposizione Iran International, con base a Londra, l'Ayatollah avrebbe trasferito temporaneamente alcuni poteri al Consiglio delle Guardie della rivoluzione (i Pasdaran) proprio per le difficoltà nel gestire la linea di comando.