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Enzo Anghinelli, sopravvissuto all'agguato degli ultrà. "Temevano volessi controllare gli affari"
"Cosa posso dire? Che ho avuto giustizia da vivo. Se la pallottola 357 mi fosse entrata un millimetro più in alto, ci avrei lasciato la pelle. E sul mio cadavere ne avrebbero dette di tutti i colori. Invece sono ancora qui. E posso raccontare come questi signori si sono presi la Curva Sud".
Il cranio di Enzo Anghinelli racconta meglio di molte parole quello che gli è successo. Una profonda cicatrice lo attraversa da parte a parte. "Mi hanno tirato via un pezzo di cervello". A sparargli in testa, il 12 aprile 2019, furono i sicari mandati da Luca Lucci, il capo degli ultras del Milan, signore incontrastato della curva rossonera. Martedì scorso, al termine del processo "Doppia Curva", Lucci è stato condannato a dieci anni di carcere.






