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Nel 1979 Jerry Buss sborsa 67,5 milioni di dollari per l'acquisto di una squadra afflitta e con un tifo modesto. Sarebbe stato l'inizio dello "Showtime"
Provate a soccchiudere le palpebre immaginandovi la scena. Un tizio che torna a casa tutto felice e contento, un conto in banca che si è appena mezzo prosciugato ed una gran notizia da rifilare a sua moglie: Tesoro, ho appena comprato i Los Angeles Lakers. Come dici? Sono pazzo? Ma no, ho speso soltanto 67,5 milioni di dollari". Il tipo in questione è Jerry Buss, l'anno è il 1979 e i Lakers altro non sono che una franchigia perennemente insoddisfatta per caterve di risultati soltanto lambiti. Ah, nell'affare è compreso anche l'acquisto del Chrysler Building. Come dire: Buss non deve essere del tutto da ricovero.
Eppure i suoi familiari scuotono solennemente la testa. Al tempo il basket americano è assai lontano dalla luccicante macchina dei sogni - e dei milioni di dollari - che è in grado di produrre oggi, e i Lakers possono contare su un pubblico modesto, afflitto, demotivato. Certo, hanno tra le loro fila un gigante - in ogni senso - come Kareem Abdul-Jabbar, ma nemmeno il suo formidabile Gancio cielo sembra poter bastare. I losangelini arrivano puntualmente alla semifinali e puntualmente vengono accompagnati alla porta.











