Dieci miliardi di dollari, una montagna di soldi anche per la faraonica National Basket Association.
E' la cifra per la quale stanno per passare di mano i Los Angeles Lakers, che diventano così la franchigia professionistica più quotata nella storia degli Stati Uniti.
La notizia arriva da ESPN e testimonia quanto il mondo dell'alta finanza statunitense guardi con sempre maggiore attenzione allo sport come settore nel quale andare a caccia di profitti, dalla Formula di Liberty Media - vicina a far sua anche la MotoGP - ai tanti club di calcio. I proprietari dei Lakers, la famiglia Buss, si apprestano a vendere la loro quota di maggioranza al miliardario Mark Walter, che dal 2021 detiene già il 20%. Ceo di Guggenheim Partners - colosso dei servizi finanziari con oltre 325 miliardi in gestione -, il 61enne Walter non é nuovo agli investimenti nello sport. Nel Chelsea, a livello calcistico. Il suo fondo controlla poi i Los Angeles Dodgers (baseball), le Los Angeles Sparks (basket femminile) e la Cadillac, che dal 2026 sarà in F1. Nel tennis, possiede la Billie Jean King Cup.
L'accordo pone fine a 46 anni di regno della famiglia Buss sui Lakers e segue alla vendita a marzo dei Boston Celtics a Bill Chisholm per 6,1 miliardi, che già aveva fatto scalpore. La leggenda dei Lakers, Earvin "Magic" Johnson, socio in affari di Walter, è stata tra i primi ad esprimersi favorevolmente. "I tifosi dei Lakers dovrebbero essere estasiati - ha scritto Johnson su X -. Alcune cose che posso dirvi su Mark: è motivato dalla vittoria, dall'eccellenza e dal fare tutto nel modo giusto. E metterà in campo le risorse necessarie per vincere!". Nel baseball, ad esempio, i Dodgers hanno conquistato le World Series due volte da quando il gruppo di Walter ha preso il controllo del club e negli ultimi anni hanno adottato campagne acquisti aggressive, che li hanno visti ingaggiare alcuni dei migliori talenti sul mercato, come la superstar giapponese Shohei Ohtani, attratto con un contratto decennale da 700 milioni di dollari. L'NBA deve molto della sua attuale popolarità al periodo d'oro dei Lakers negli anni Ottanta.






