Sono le 14 di giovedì 12 giugno 1981. Tutta Italia è incollata alla tv. Sono ore decisive per le sorti di Alfredino Rampi, precipitato in un pozzo artesiano a Vermicino, vicino a Frascati. Sul posto, vigili del fuoco, speleologi, geologi, la famiglia, i cronisti e tanta gente.

«Ricordo 5-6mila persone ammassate attorno all’imbocco», racconta il giornalista Piero Badaloni che allora conduceva il Tg1. «Erano persino arrivati ambulanti a vendere panini. In chiusura del giornale, il collega Pierluigi Camilli, inviato a Vermicino, mi chiese di nuovo la linea. Erano momenti concitati perchè il vigile del fuoco e responsabile delle operazioni di soccorso, Elveno Pastorelli, gli aveva riferito che il piccolo Alfredo avrebbe potuto essere salvato in pochi minuti. L’allora direttore del Tg1, Emilio Fede, mi fece cenno di non interrompere il collegamento. Fu l’inizio di una tragedia».