COSENZA - Il Tribunale di Cosenza ha riconosciuto che chi lavora di notte in ospedale ha diritto al buono pasto, esattamente come chi lavora di giorno.
Lo rende noto il sindacato degli infermieri Nursing Up. Si tratta, è scritto in una nota, di "molto più di una sentenza locale: è un terremoto giurisprudenziale destinato a scuotere le fondamenta delle abitudini scorrette di molte aziende sanitarie".
Una causa, aggiunge la nota, "fortemente sostenuta dal sindacato Nursing Up ha portato al riconoscimento del diritto al buono pasto per ogni turno lavorativo superiore alle sei ore, anche se svolto in orario notturno. La sentenza ha inoltre stabilito un risarcimento complessivo pari a oltre 48.000 euro per i lavoratori coinvolti, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, come ristoro economico per anni di trattamento penalizzante e sistematico disconoscimento di un diritto elementare. La cifra, pertanto, è destinata a crescere ulteriormente".
Il Tribunale, riferisce il sindacato, "ha ribadito che il buono pasto, anche se in forma sostitutiva rispetto al servizio mensa, è uno strumento assistenziale a tutela della salute dei lavoratori, e che la sua negazione - in presenza di turni superiori alle sei ore - configura una violazione degli obblighi contrattuali e dell'art. 2087 c.c".









