Manca ancora la firma all’accordo di pace raggiunto tra Congo e Ruanda a Washington, ma Donald Trump si è precipitato a intestarsene il merito per poi poter ripartire subito con le recriminazioni sul suo mancato Nobel per la Pace. Poco importa che non abbia mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale di far cessare in «ventiquattro, quarantott'ore» la guerra in Ucraina e poi a Gaza e che, anzi, dopo cinque mesi di mandato ai conflitti in corso se ne sia aggiunto un altro di grande portata, quello iraniano.
Trump si intesta già la pace in Congo e recrimina: «Un altro mio successo ma non mi vogliono dare il Nobel»
Il presidente americano in un lungo post su Truth si conferma ossessionato dal prestigioso premio che si tradurrebbe nella consacrazione di una politica estera trasformata in diplomazia commerciale: l'accordo minerario con Kinshasa simile a quello stipulato con Kiev









