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La figlia Moon racconta il grande compositore e una vita famigliare libera ma priva di gioia

"Gail e Frank", ossia "mamma e papà". Moon Unit Zappa li chiama sempre per nome, come era abituata a fare quando erano in vita. È una delle tante stranezze raccontate nel suo memoir Terra chiama Luna (Mondadori), che offre uno spaccato spietato e a tratti doloroso di una delle famiglie più iconiche e controverse della controcultura californiana degli anni Sessanta. Figlia maggiore del musicista e compositore Frank Zappa e di sua moglie Gail, Moon è nata nel 1967 a New York, quando la band del padre si era momentaneamente trasferita sulla costa est. Ma il vero teatro dell'infanzia di Moon sarà Los Angeles, con una villa a Laurel Canyon piena di dischi, strumenti, cavi, fans, sigarette e silenzi assordanti.

Cresciuta in una casa senza regole, senza orari, senza pasti condivisi, Moon si prende cura dei fratelli minori come fosse una domestica, mentre i genitori si dedicano alla propria esistenza fuori da ogni convenzione. Frank trascorreva le notti nel seminterrato a comporre e il giorno a dormire, Gail invece era impegnata a controllare il marito infedele e a esercitare un potere spietato sui figli. Nudismo domestico anche con adolescenti in casa, libertà assoluta su tutto tranne che sulle emozioni: nessun abbraccio, nessun conforto, nessun diritto di parola per i bambini. L'unico linguaggio ammesso era quello adulto, spesso crudele, sempre autoreferenziale.