Dalla pallina (da baseball) al pallone (da calcio), l’analisi dei dati va maneggiata con cura, avverte Bill James, 75 anni, colui che con la sua «sabermetrica», la rivoluzionaria analisi delle statistiche, ha stravolto lo sport americano, finendo per vincere quattro titoli della Major League con i Boston Red Sox, che erano a secco da 88 anni. È stato «Moneyball» prima di «Moneyball», il film dove Brad Pitt, nei panni del gm degli Oakland Athetics Billy Beane, trasformò le statistiche in fenomeno planetario. Dietro c’erano le idee di James, che compare in qualche scatto d’epoca e che aveva spazzato via preconcetti e luoghi comuni radicati in 150 anni, cercando risposte oggettive al gioco, contro tutto e tutti. Basti una battuta della pellicola: «Bill James e le sue formule vanno dritte al sodo». Un sistema al quale si ispira pure il calcio, dai club di Premier al Milan di RedBird e, ora, la Juve di Damien Comolli.
Il guru americano degli algoritmi che ispira Juve e Milan: «Ma il calcio non è il baseball»
Bill James: «L’analisi dei dati nello sport americano funziona di più. Adattare la statistica ai movimenti di un calciatore è difficile»









