«Ifatti, alla fine, mi stanno dando ragione. Prima ho denunciato con forza lo scandalo dei finanziamenti nel cinema, poi ho provato a cambiare le cose e alla fine una lobby potente me l’ha fatta pagare. Quanto sta emergendo in questi giorni sta dimostrando, in tutta la sua tragicità, quanto la mia battaglia fosse rivolta nella giusta direzione». L’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano è tornato a parlare, e lo ha fatto ripartendo da dove, suo malgrado, era stato costretto a lasciare, preso in mezzo da attacchi convergenti provenienti da stampa, ambienti "cinematografari" e sinistra intellighenzia. Ovvero dalla sua crociata contro gli indiscriminati finanziamenti pubblici di cui il sistema cinematografico italiano ha beneficiato dal 2016 al 2023 in virtù della legge Franceschini. A fornire l’occasione di tornare sul tema, l’incredibile disvelamento del filo nascosto che connette l’oscuro Francis Kaufmann – l’uomo indagato per il tremendo omicidio di Villa Pamphili – alle agevolazioni fiscali dedicate al cinema. Una connessione complessa, dal percorso tortuoso e al momento lontana dall’essere chiara, ma che ha mostrato plasticamente i punti deboli del sistema di sostegni al cinema progettato dai passati Governi.