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Il fronte del No a Venezia contro le nozze di Bezos. Il cartello sessista di Magi contro la Meloni. E la sinistra schierata con gli ayatollah e i pro Pal

Questa settimana al terzo posto del podio dei peggiori troviamo il vecchio fronte del "no" che fa tappa a Venezia contro le nozze dell'anno, quelle tra Jeff Bezos e Lauren Sanchez. Il benvenuto al Lido, la cerimonia con 250 invitati all'isola di San Giorgio, e poi i festeggiamenti con fuochi d'artificio, i super yacht (ben nove!), gli hotel più escluvisi, gli abiti più belli. Dicono che Mister Amazon arriverà a spendere 30 milioni di euro. Più che un matrimonio, un vero e proprio giro d'affari. Ma che volete che sia per il terzo uomo più ricco al mondo con 216 miliardi di dollari nel portafoglio? A beneficiarne saranno molti. Anzi moltissimi: dalle strutture turistiche agli artigiani del vetro, dai fioristi agli artigiani. Eppure collettivi, antagonisti, centri sociali e persino l'Anpi si opopongono. E, così raccolti sotto la bandiera "No Space for Bezos", hanno promesso: "Lo impediremo, bloccheremo i canali, gli manderemo la torta nuziale di traverso". Un'armata brancaleone guidata da Tommaso Cacciari, nipote del noto filosofo. Parlano di "mercificazione" della città e di "miliardari oligarchi" ma la loro è una protesta fuori dal mondo, che non difende Venezia e i veneziani ma anzi rischia di penalizzarli.