Che gli americani non possano usare le basi militari sul territorio italiano senza un passaggio da Palazzo Chigi sembra assodato, ma anche sulla necessità - formale o anche solo politica - di un coinvolgimento del Parlamento non ci sono molti dubbi: «Se gli Usa decideranno di utilizzare le loro strutture nell’ambito di una campagna contro l’Iran, il governo non potrà fare a meno di passare da Camera e Senato». E’ il pensiero di due dei più autorevoli costituzionalisti italiani, Michele Ainis e Cesare Mirabelli, a cui è stato chiesto: è legittimo per il nostro Paese alla luce della Carta Costituzionale - che all’articolo 11 “ripudia la guerra” - che gli Stati Uniti facciano uso delle basi in Italia per azioni contro Teheran?

L’articolo 5 del trattato della Nato

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato che le basi Usa possono essere utilizzate solo dopo l’ok del nostro governo, ma che ancora tale richiesta non è arrivata. Ma la questione è più sottile, e coinvolge il famoso articolo 5 del trattato della Nato, quello di mutuo soccorso tra gli Stati membri. «Noi abbiamo l’articolo 11 - afferma all’Ansa Michele Ainis - che ci vieta guerre di aggressione, e l’unica guerra ammissibile è quella difensiva». L’Italia nel 1949 ha aderito alla Nato, ricorda, e c’è l’articolo 5. Ma qui si tratterebbe, afferma Ainis, di «fare da trampolino di lancio al di fuori del sistema difensivo della Nato, si tratta di una guerra condotta contro l’Iran non per difendere il blocco Nato, ma per una aggressione verso un Paese terzo. Un conto è permettere agli Usa di avere delle basi nel tuo territorio all’interno della Nato, un conto è usare queste basi per un orizzonte bellico al di fuori della Nato».