ROVIGO - Gli autovelox sulla tangenziale sono spenti, ma dovrebbero essere riattivati in breve tempo, come è nelle speranze del Comune. Non soltanto per una questione di mancati introiti dalle sanzioni, ma soprattutto perché si tratta di punti delicati della grande arteria che circonda la città a est, nei quali gli autovelox servono a garantire la sicurezza spingendo gli automobilisti a rispettare il limite di velocità che in quel tratto è di 70 chilometri all'ora.
I due apparecchi per il controllo elettronico degli eccessi di velocità non sono inattivi, però, per il decreto Salvini che sta portando le prefetture a fare verifiche sulla rispondenza ai requisiti di legge di tali apparati, quanto per il fatto che è scaduta a fine dell'anno scorso la ventennale concessione dell'Anas al Comune per il posizionamento, che è ai due piedi opposti del cavalcavia tra l'incrocio con le vie Marchioni a nord e Savonarola a sud. Nel dettaglio, come ormai tutti o quasi sanno, il primo è posto nella corsia che punta verso viale Tre martiri, mentre il secondo è appunto vicino al semaforo per Borsea, messo lì molti anni addietro rispetto al punto originario che era parallelo a quello che insiste ancora oggi su via Marchioni, quando il cambiamento della legge aveva obbligato a una distanza minima di questi apparecchi di un chilometro da incroci con strade maggiori. Il nodo era stato che dallo svincolo della tangenziale con via Fermi, per chi si dirige verso sud, questa distanza era inferiore.







