Ormai Socialisti e Verdi contano sempre meno in seno alla Ue. Ieri al parlamento europeo è andata in scena ancora una volta la maggioranza che unisce Popolari, Conservatori e Patrioti con il voto che ha istituito un organismo ad hoc, all’interno della commissione «Cont» che si occupa del controllo dei bilanci, per indagare sullo scandalo delle lobby green. Parliamo dei soldi che sarebbero stati elargiti a mani basse alle ong ambientaliste al fine di condizionare le scelte degli eurodeputati per far passare le politiche "ultra-verdi" della scorsa legislatura. Tutto è nato a gennaio scorso grazie a un’inchiesta giornalistica del quotidiano olandese Telegraaf. Durante il mandato di Frans Timmermans (ex commissario e vicepresidente responsabile per il Green Deal), la Commissione europea avrebbe segretamente finanziato con più di 700mila euro alcune lobby green per condizionare il dibattito pubblico e il voto dei parlamentari europei a favore delle misure ecologiche varate dall’esecutivo comunitario. Secondo le accuse, le ong avrebbero usato alcune risorse del programma "Life" per attività di lobbying, facendo pressioni sui decisori politici (anche tramite «contratti riservati» con Bruxelles) per promuovere le proposte legislative del green deal e difendere gli interessi della stessa Commissione europea. Il programma Life è uno dei più cospicui: vanta un budget di 5,4 miliardi di euro per il periodo 2021-2027 con cui finanziare progetti climatici e ambientali.