Dopo aver colonizzato il mercato delle auto elettriche, ora la Cina guarda in alto. E punta dritta al cielo. Non con razzi o astronavi, che sarebbero quasi banali, ma con un esercito ronzante di droni e, soprattutto, auto volanti. Tipo Blade Runner per capirci.

Sì, proprio quelle che nei film di fantascienza degli anni Ottanta sembravano il futuro, e che invece, a Shenzhen, stanno diventando il presente. L’ha raccontato il Financial Times, con quel misto di stupore e preoccupazione che accompagna ogni resoconto sulle ambizioni cinesi. E come biasimarli?

L’economia a bassa quota

La chiamano “economia a bassa quota”, un’espressione che sembra uscita da un manuale di propaganda ma che, a ben vedere, ha il sapore di una rivoluzione. Shenzhen, che già di suo è una specie di laboratorio futurista dove il capitalismo si mescola al dirigismo di Stato, è stata ribattezzata infatti non a caso “la città del cielo”. Il governo cinese, con la consueta miscela di lungimiranza e muscoli finanziari, ha deciso infatti che i droni non sono più solo giocattoli per hobbisti o strumenti militari. Sono il prossimo motore della crescita economica. E, a quanto pare, non si limitano a consegnare pacchi o a filmare matrimoni dall’alto: ora vogliono trasportare persone.