TORINO. C’è un record che resiste da oltre novant’anni, immutato come il silenzio che da tempo avvolge il nome di Francesco Agello. Era il 23 ottobre 1934 quando, ai comandi dell’idrovolante Macchi MC.72, Agello toccò i 709,202 chilometri orari sullo specchio d’acqua del Lago di Garda. Ancora oggi, nessuno ha mai volato così veloce su un idrovolante a motore a pistoni. Ma non è solo la cifra a rendere quell’impresa straordinaria: è tutto ciò che ci sta dietro.
Il sogno del Reparto Alta Velocità
Il film Ali sull’acqua, diretto da Gabriele Donati e prodotto da Steel Film Production, non celebra un eroe solitario ma una squadra, un’idea, un’epoca. Il Reparto Alta Velocità della Regia Aeronautica, voluto da Italo Balbo, nacque per spingere la tecnologia oltre ogni limite. Un laboratorio a cielo aperto sull’Idroscalo di Desenzano, dove si costruiva e si moriva per conquistare il primato nei cieli.
Agello, il pilota che domava il motore
Agello non era un acrobata. Era metodico, silenzioso, ossessionato dalla perfezione. Da ragazzino pedalava contromano aggrappandosi ai camion, da adulto affrontava i cieli con lucidità chirurgica. Al suo fianco c’erano Mario Castoldi, progettista del Macchi MC.72, e Tranquillo Zerbi, mente del motore Fiat AS.6 da 3100 cavalli. Senza di loro – e senza meccanici come Armando Palanca – il record non sarebbe stato possibile. Ma molti pagarono con la vita: Giuseppe Motta, Tommaso Dal Molin, Stanislao Bellini.






