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Ultimo aggiornamento: 14:49

Le parole del procuratore di Catanzaro Salvatore Curcio potrebbero essere un’ottima “lezione di procedura penale” dove a prendere appunti dovrebbe essere il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta dove sono coinvolti anche un suo ex socio, Paolo Posteraro, e l’amministratore unico di Ferrovie della Calabria Ernesto Ferraro. Ma andiamo con ordine perché, in questi giorni il governatore e vicesegretario nazionale di Forza Italia ha puntato il dito più volte contro la Procura che il 6 giugno gli ha notificato un avviso di proroga indagini.

Lo ha fatto lunedì sera dal salotto di Nicola Porro, durante la trasmissione “Quarta Repubblica” dove Occhiuto ha prima bollato l’inchiesta come “una stronzata”, a cui deve dedicare “una parte del mio cervello e una parte del mio tempo” mentre è impegnato a “lavorare 16-17 ore al giorno su problemi complicatissimi di una regione complicatissima”, e poi ha accusato i magistrati che lo indagano di avere passato le carte ai giornali e, in particolare, al Domani definendo il quotidiano di De Benedetti “il cancelliere del Tribunale”. Tutto questo perché ha chiesto di avere il fascicolo della sua inchiesta, e non gli è stato dato (visto che l’indagine è in corso), e di essere sentito dai pm che non lo avevano convocato in Procura.