Roma, 19 giu. (askanews) – Rafforzare il ruolo di Afidop e rafforzare la vocazione dei formaggi Dop italiani alla internazionalizzazione, anche e nonostante i dazi, perché “l’unico modo per fronteggiare i dazi è puntare sulla qualità”. Lo ha detto il presidente di Afidop, l’Associazione Formaggi Italiani Dop e Igp, Antonio Auricchio, che nel corso dell’assemblea annuale tenutasi a Roma, che ha tracciato un bilancio dei successi e di sfide future del settore caseario italiano tutelato.
“Rafforzare la filiera e difendere il valore autentico dei nostri prodotti contro imitazioni e frodi, è essenziale per consolidare la presenza nei mercati internazionali, dove il Made in Italy è sinonimo di qualità e tradizione”, ha spiegato. Uno dei temi più dibattuti è stato naturalmente quello dei dazi USA sulle importazioni europee introdotti da Trump e i formaggi Dop e Igp sono tra i prodotti che ne subiranno gli effetti. Gli Usa sono infatti il primo mercato extraeuropeo di riferimento per i formaggi italiani: solo nell’ultimo anno sono state esportate 40.900 tonnellate, di cui l’80% è DOP.
Visto che l’amministrazione americana ha sospeso fino al 9 luglio la metà dell’aumento deciso il 2 aprile attualmente è in vigore “solo” un +10%, ma ragionando sul complessivo +20% previsto, sul valore in dogana è possibile stimare un costo complessivo per dazi di quasi 150 milioni di euro, circa 100 milioni di euro, che si sommano ai 50 dell’anno scorso.







