Doveva essere tutto perfetto, e lo è stato. A cominciare dall'inizio, com'è giusto che sia. E il segnale del rigore che Elisa si è data per il suo primo San Siro, trasformando quello che avrebbe potuto essere un semplice concerto, seppur pieno di intensi sbalzi emotivi, in qualcosa di più grande e fondante anche in ottica sostenibile e green, lei lo mostra fin da subito. Salendo puntualissima sul palco, e spiazzando persino chi pensava di prendersela comoda a prendere il proprio posto allo stadio.

Elisa: “Ho sconfitto sessismo e pregiudizi grazie a mia madre”

di Andrea Silenzi

15 Giugno 2025

Saranno in 54 mila ad ascoltarla qui: «Benvenuti, San Siro», urla sfoggiando un kimono bianco in seta Ahimsa. «Tutti con le mani al cielo, tutti con me», e intona Labyrinth imbracciando una chitarra nera lasciando cantare al pubblico la prima parte del ritornello. “Wow!» esclama come farebbe chi non riesce a trattenersi. Alle sue spalle si aprono grandi ninfee bianche che sembrano incombere sui musicisti piazzati ai lati del palco, sormontato da liane luminose e edera, a evocare un legame profondo con la terra (le coriste invece stanno nel mezzo, giusto un passo dietro a Elisa).