Con l’udienza davanti al gup Gianmarco Giua di ieri, 18 giugno, per la remissione di querela per lesioni gravissime ai danni di Rossella Nadalutti, la 27enne di Cles tetraplegica per un «ictus non diagnosticato» nell’agosto del 2020, si è chiuso il capitolo dal punto civilistico con il risarcimento di poco più di due milioni di euro alla giovane e alla sua famiglia che da cinque anni vivono un’odissea. In primis lei, studentessa di lingue a Trieste in procinto di partire per Manchester prima dell’ictus ischemico scambiato per un attacco emotivo, da allora paralizzata con la necessità di cure e assistenza continue. «Anche con il risarcimento non avrò più la vita di prima, la mia autonomia», dice la ragazza.