TREVISO - Nel 1988 fu il grande protagonista della prima asta organizzata a Mosca da Sotheby's: al di là del prezzo record spuntato da una tela del suo progetto "Lessico fondamentale" – 242mila sterline, tanto da meritare la prima pagina del New York Times – quell'evento segnò l'affermazione dell'arte sovietica del XX secolo, fino allora ben poco considerata fuori dai confini, sulla scena internazionale. Da allora, Grigory "Grisha" Davidovich Bruskin è non solo uno dei più noti artisti russi viventi, ma anche uno dei più rappresentativi del panorama contemporaneo mondiale. Il maestro, classe 1945, oggi residente tra il suo paese natale e gli Stati Uniti, sbarca anche Treviso. Lo fa attraverso quattro raccolte di sue sculture che andranno ad arricchire le collezioni permanenti di Fondazione Cassamarca.
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Oggi è arrivato personalmente a Ca' Spineda per firmare, davanti al notaio, l'atto ufficiale di donazione. «Sono molto felice e onorato che le mie opere possano venir esposte qui a Treviso e in questo museo. Sono molto legato all'Italia e all'arte italiana – spiega – Tra l'altro alcuni di questi progetti sono nati proprio in Italia e, dunque, è giusto che qui restino. Non riguardano temi collegati a una contingenza storica o politica, ma sono parabole universali, da leggere e reinterpretare continuamente con significati nuovi e, per questo, sempre attuali».






