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L’Iran lancia missili ipersonici contro Israele per mostrare forza, nonostante i raid subiti. Teheran punta su un arsenale imponente per colpire, mentre cresce il rischio di intervento Usa
Non avrà ancora armi nucleari ma l’Iran, seppur messa nell’angolo dai raid israeliani, ha comunque un arsenale, soprattutto missilistico (il più grande in Medio Oriente) in grado di infliggere danni pesanti all’avversario. Lo dimostrano i quotidiani attacchi dall’alto che, ad ondate, Teheran continua a lanciare contro Tel Aviv con l'obiettivo di mandare in tilt il complesso sistema difensivo israeliano. La Repubblica Islamica è consapevole della sempre più stretta finestra di opportunità che potrebbe chiudersi con l’ingresso degli Stati Uniti nel conflitto al fianco dello Stato ebraico e il conseguente bombardamento dell’impianto sotterraneo di Fordow. Una mossa che potrebbe persino provocare la fine del regime teocratico.
Le autorità iraniane sono ancora più consapevoli del fatto che, nello scontro in corso, chi controlla i cieli ha un vantaggio sul nemico. Ed è in quest’ottica che la Repubblica Islamica, che subisce l’umiliante martellamento dei raid israeliani sulla sua capitale, sfodera missili di ultima generazione per dimostrare all’estero e in patria di avere ancora molte carte da giocare, a partire dagli oltre 3000 missili balistici in suo possesso e, tra questi, dai vettori ipersonici che nelle ultime ore sarebbero stati lanciati dai Guardiani della Rivoluzione contro Israele.






