Da gennaio 2025 è entrato in vigore il nuovo decreto tariffe, che ha aggiornato – dopo oltre vent’anni – le tariffe relative ai Livelli essenziali di assistenza (Lea). Un provvedimento atteso da anni, che però sta generando incertezze e difficoltà in molte Regioni, soprattutto per quanto riguarda gli ausili alla mobilità delle persone con disabilità, come le batterie per le carrozzine elettriche.Uno dei primi casi si è registrato in Veneto, dove alcune aziende sanitarie hanno cominciato a negare i rimborsi per la sostituzione delle batterie, un tempo coperte dal Servizio sanitario nazionale. L’assenza di indicazioni chiare nel nuovo decreto, unita a una documentazione frammentaria e poco accessibile, ha aperto un vuoto normativo che rischia di tradursi in un grave danno economico e sociale per le persone con disabilità.“Il problema nasce dal fatto che se prendi un decreto scritto nel 2017 e adotti le nuove tariffe per dare attuazione a quel decreto tale e quale nel 2025, senza tener conto dell’evoluzione del sistema e dei bisogni della popolazione, inevitabilmente emergono delle incongruenze”, spiega Lisa Noja, consigliera regionale in Lombardia, avvocata e attivista che ha depositato un’interrogazione per chiedere alla Giunta chiarimenti e interventi urgenti.Il quadro incertoNel precedente decreto tariffe del 1999, rimasto in vigore fino al 2024, erano previste voci di spesa specifiche per le riparazioni degli ausili, tra cui anche la sostituzione delle batterie. Il nuovo decreto, invece, prevede che le Regioni acquistino le carrozzine elettriche tramite gare pubbliche, includendo nei contratti anche manutenzione e riparazioni. Tuttavia, questa modalità si scontra con la realtà dei fatti: ormai le carrozzine elettriche non sono prodotti standardizzabili come sedie da ufficio, ma dispositivi personalizzati che devono adattarsi alle esigenze fisiche di ogni persona.Nel frattempo, le Regioni si trovano in una situazione di stallo. Senza le gare, non possono garantire la copertura delle riparazioni. Ma le gare stesse sono difficili da impostare, soprattutto per ausili ad alta adattabilità come le carrozzine motorizzate. Il risultato è che ogni Regione agisce in autonomia, anche se non tutte hanno le stesse disponibilità economiche, cosa che aumenta disomogeneità e diseguaglianze.Il nodo riguarda anche i costi, che per molte persone con disabilità risultano insostenibili. Una batteria nuova può costare tra i 300 e i 600 euro, e in un ciclo di cinque anni – la durata minima per poter chiedere una nuova carrozzina – è molto probabile doverla sostituire più volte. “Se una persona deve pagare questa cifra in una volta sola per ogni sostituzione di batteria, per molti significa spendere tutta la pensione di invalidità o l'assegno di accompagnamento”, spiega ancora la consigliera.Nella sua interrogazione, Noja ha chiesto alla Giunta lombarda se siano già pervenute richieste di riparazione o sostituzione di componenti come batterie e joystick, se ci siano stati rifiuti da parte delle Ats e, soprattutto, se siano state avviate le gare necessarie a garantire continuità nei servizi. Un’altra questione sollevata è quella della disparità territoriale: la Lombardia ha finora definito le tariffe solo per una piccola parte degli ausili previsti dal nuovo sistema, e anche a livello nazionale la situazione appare molto frammentata.“Ci troviamo in un momento di grande confusione. Le Regioni non sanno bene come applicare il decreto, e il governo dovrebbe prenderne atto e convocare al più presto una conferenza Stato-Regioni per trovare una soluzione praticabile. Di certo non si può pensare di far pagare tutto agli utenti”, avverte Noja. A livello nazionale, anche altri gruppi parlamentari stanno preparando interrogazioni per portare il tema all’attenzione del ministero della Salute.Nel frattempo, le prime segnalazioni stanno iniziando ad arrivare solo ora, ma è probabile che nei prossimi mesi il problema si allarghi. “Qualcosa va fatto, perché è evidente che l’applicazione del decreto così com’è rischia di compromettere l’autonomia e la qualità della vita di moltissime persone”, conclude Noja.
Perché il Servizio sanitario nazionale sta negando il rimborso delle batterie per le carrozzine elettriche
Il nuovo decreto tariffe 2025 ha cambiato le regole sui rimborsi per le carrozzine elettriche, generando incertezze e difficoltà nell’accesso a batterie e riparazioni. “Ci troviamo in un momento di grande confusione”, avverte la consigliera lombarda Lisa Noja







