Era la metà di marzo del 2024 quando Daniel Kahneman volò da New York a Parigi con la propria compagna, Barbara Tversky, per raggiungere la figlia e la sua famiglia. Passarono le giornate parigine passeggiando per la città, visitando musei e andando al balletto, oltre che gustare soufflé e mousse al cioccolato. Intorno al 22 marzo Kahneman, che aveva compiuto 90 anni in quello stesso mese, iniziò a inviare per posta elettronica un messaggio personale a una folta schiera di persone a lui care. Il 26 marzo Kahneman si separò dalla famiglia per recarsi in Svizzera. Affidò al messaggio email le sue motivazioni.
«Invio questa lettera di addio agli amici per informarli che sto per recarmi in Svizzera dove la mia vita giungerà al termine il giorno 27 marzo».
Kahneman è stato uno degli studiosi più influenti al mondo, psicologo alla Princeton University, vincitore del Premio Nobel per l’economia e autore del best-seller internazionale Pensieri veloci e lenti, pubblicato per la prima volta nel 2011. Durante la sua lunga carriera studiò le imperfezioni e le incoerenze dei processi decisionali umani. A detta dei più, ma non sua, quando scelse di morire Kahneman godeva ancora di una salute fisica e mentale discretamente buona.






