WASHINGTON. Un apparente biglietto d'addio, scritto a luglio 2019 dal defunto Jeffrey Epstein – condannato per reati sessuali – è stato finalmente pubblicato questo mercoledì dopo una richiesta formale della testata New York Times. Un giudice federale dello stato di New York ha reso pubblica quella che sembra una nota con chiare intenzioni suicide, scritta poco prima che il pedofilo tentasse – senza successo – di uccidersi una prima volta in prigione.
Epstein, infatti, sopravvisse a quell'episodio del 23 luglio, ma fu trovato morto due settimane più tardi, all'età di 66 anni, presso l'ormai chiuso Metropolitan Correctional Center a Lower Manhattan.
Per compiere il suicidio attraverso soffocamento, l’uomo ha utilizzato dei drappi di stoffa, ricavati probabilmente dalla sua divisa da detenuto, da agganciare al proprio letto in cella. Per anni, fin dal maggio 2021, le parole scritte a mano in questo piccolo foglio di carta sono rimaste sigillate e tenute lontane dagli occhi degli investigatori nell'ambito di un procedimento penale a carico dell'ex compagno di cella di Epstein, Nicholas Tartaglione.
Tutto ciò, proprio mentre il Dipartimento di Giustizia ha reso pubbliche milioni di pagine di documenti relativi al Epstein, in una mossa richiesta da una nuova legge del Congresso.












