Alla generazione degli scrittori che maturano tra gli anni ’20 e ’30 del Novecento, il culto della letteratura non basta più. La tradizione moderna sigillata da Eliot e Joyce ha concluso il suo ciclo vitale in un mondo nuovo, grande e terribile, dove si affrontano spietatamente le ideologie del secolo. È il tempo di poeti che scrivono versi saggistici, come Auden, e di narratori che in saggi trasformano a poco a poco i loro romanzi. È questo il caso di George Orwell, che abbandona presto il cursus honorum di un’educazione esclusiva per diventare poliziotto imperiale in Birmania, e che poi si toglie la divisa per confondersi coi vagabondi di Londra e Parigi, per immergersi nella miseria del nord operaio inglese, per combattere nelle trincee della guerra civile spagnola.