BOLOGNA, 18 GIU - A giugno 2020 una ciclista cadde in discesa, a causa di una grossa buca stradale, e si provocò diverse fratture.
Cinque anni dopo, per quell'episodio, il sindaco del paese e un dirigente comunale sono stati condannati dal giudice di pace, per lesioni colpose, a una pena pecuniaria di 500 euro, per non aver provveduto alla manutenzione. Ora il Comune, per tutelarsi, ha deciso di vietare il transito di bici e moto, in sostanza a tutte le due ruote, su varie strade collinari. Succede a Bedonia, sull'Appennino parmense.
La strada dell'incidente era quella del Passo del Chiodo, di proprietà della Bonifica Parmense come gli altri 21 tratti al centro della recente ordinanza comunale, che oltre alla chiusura al traffico a cicli e motocicli dispone il limite dei 30 km/h. "Non è stata una scelta, ma un obbligo. La legge - spiega il sindaco Gianpaolo Serpagli - vieta al Comune di usare fondi propri su strade non di sua proprietà (lo dice la Corte dei Conti). Ma se succede qualcosa? Ne rispondono personalmente sindaco e tecnici del Comune, anche se la strada non è comunale. Non valgono cartelli, segnalazioni... nulla. Sembra assurdo? Sì è assurdo.
Ma è la realtà. Non potendo intervenire, la chiusura è l'unica soluzione possibile, come stabilito dalla giustizia". Per il primo cittadino "quando le parole non bastano, servono gesti forti. Questo è uno di quelli: un segnale chiaro per dire che non possiamo più far finta che tutto vada bene".







