Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
18 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 7:55
La caccia non è un diritto ma una concessione regolata dallo Stato. Mi fa strano doverlo scrivere, ma ogni tanto giova ricordarlo. Giova ricordalo soprattutto quando ci sono politici che 1) non conoscono le leggi, nella loro ignoranza (giuridica) 2) mistificano le leggi per tornaconto personale. Ce ne sono decine, centinaia: da Bruxelles al Parlamento italiano fino ai consigli regionali e comunali. E diventa difficile, poi, spiegare a un cacciatore che la sua attività prediletta non è una facoltà inalienabile. E infatti in tasca ha una – parola magica – licenza.
La caccia non è un diritto ma una concessione regolata dallo Stato. Lo ribadisco perché l’ultimo in ordine di tempo che mi è capitato sott’occhio che sostiene il contrario è l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi. Che in una nota piccata, diffusa poco prima che un gruppo di giudici gli rovinasse il fine settimana, ha scritto: “Non possiamo esimerci dal rilevare come tale scelta (confermare la chiusura dei valichi montani alla caccia, nda) comporti una responsabilità che non è solo di natura giuridica, ma anche sociale, territoriale e ambientale. A nostro avviso, si stanno calpestando i diritti del mondo venatorio”.







