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Oltre ai due capi della Sud e della Nord, condannati 16 membri del direttivo del tifo organizzato. Risarciti i club e la Lega calcio

Sono le pene più alte mai inflitte nei (pochi) processi alle bande di ultras che governano gli stadi del calcio italiano. Ma è anche vero che in nessuno stadio il potere criminale delle Curve aveva raggiunto il potere assoluto che i capi delle tifoserie di Inter e Milan avevano conquistato anno per anno, nella colpevole acquiescenza dei club. In questo modo, il crimine organizzato si è impadronito della «Scala del calcio».

Ieri il conto più pesante arriva agli uomini che per anni hanno impersonato il governo delle Curve rossonero e nerazzurro, al termine del processo con rito abbreviato davanti al giudice Rossana Mongiardo. Dieci anni di carcere a Luca Lucci, il capo indiscusso della nuova generazione di ultras milanisti. E dieci anni anche a Andrea Beretta, che invece nella curva dell'Inter era più gerarca che capo, e si è fatto largo grazie alla morte violenta di amici di una vita come Vittorio Boiocchi.