La presentazione del XXVII Rapporto di Almalaurea, il consorzio che riunisce 82 atenei italiani, sul Profilo e la condizione occupazionale dei laureati in Italia, ci consegna un quadro problematico sullo stato dell’Università italiana. Pur segnalando i passi in avanti, molti problemi permangono, come l’elevata età dei laureati, che in media si assesta sui 24,5 anni per una laurea triennale e 27,5 per i laureati magistrali, che rispettivamente dovrebbero essere pronti per il mercato del lavoro almeno due anni prima. Questi ritardi si spiegano perché solo il 58-59% dei laureati ha seguito regolarmente il percorso di studi stando entro i tempi previsti, tempi entro cui stanno solo i figli di laureati, segnalando come stia tornando rilevante l’estrazione della famiglia, con ineguaglianze crescenti: le donne pur avendo esiti scolastici migliori degli uomini, scontano ancora maggiori problemi nell’inserimento lavorativo e riemerge un’ineguaglianza territoriale, con una corrente che dal Sud spinge verso il Nord, portando i migliori laureati ad impiegarsi non solo nelle regioni italiane del settentrione, ma da queste ancora più su, verso gli altri Paesi europei.

Gap stipendiale impressionante