Quando qualcuno incontra Toeby per la prima volta, resta immobile per un attimo. C’è qualcosa che stona, o meglio, che sorprende. È un gattino color caramello, addormentato in una posa tenera, ma le sue zampe sono enormi. Sproporzionate. Solo osservando meglio si capisce perché: Toeby ha troppe dita. Venticinque in tutto. Una zampa dopo l’altra, la conta sfugge, disorienta, incuriosisce.
Non si tratta di un’anomalia pericolosa, ma di una condizione genetica rara: la polidattilia felina. Una mutazione che causa la formazione di dita extra e che, nel caso di Toeby, ha prodotto un piccolo prodigio anatomico. Cinque e sei dita sulle zampe anteriori. Sei e sette su quelle posteriori. Una configurazione così insolita da sembrare disegnata da un illustratore visionario.
Una condizione rara, ma non limitante
La polidattilia è più nota di quanto si pensi. Molti la associano ai cosiddetti “gatti di Hemingway”, ospitati nella casa dello scrittore a Key West, ognuno con sei dita. Ma la forma che ha colpito Toeby è decisamente più marcata. Nonostante questo, vive senza particolari limitazioni. Corre, gioca, si arrampica. Le dita extra non lo rallentano, ma richiedono attenzioni quotidiane. La lettiera si incastra tra i polpastrelli, i peli si impigliano, i punti da pulire sono tanti. A volte serve l’intervento della sua umana Emi-Anne, che lo aiuta a tenere tutto in ordine. Ma Toeby è collaborativo, paziente. Sembra aver capito che la sua complessità richiede tempo.






