Una zampa portata alla bocca, un ritmo lento e rassicurante, lo sguardo di chi si sente al sicuro. A compierlo è Smudge, un gatto Maine Coon di pochi mesi, con una movenza che ricorda in modo sorprendente il comportamento di un neonato umano. Non è un vezzo curioso né un caso isolato, ma un segnale che racconta molto del suo stato emotivo.
Un comportamento che nasce molto presto
Il gattino ha poco più di tre mesi e mezzo e, secondo chi lo accudisce, si succhia il “pollice” fin dalla nascita. Lo faceva già durante l’allattamento e continua a farlo nei momenti di calma, quando si accoccola per riposare. Un dettaglio importante, perché sfata uno dei timori più comuni legati a questo comportamento: non è stato separato precocemente dalla madre, né manifesta segnali di disagio.
Cosa significa davvero succhiarsi una zampa
Dal punto di vista etologico, succhiare una parte del corpo rientra nei cosiddetti comportamenti di auto-consolazione. Nei gattini, così come in altri mammiferi, questi gesti derivano dalla fase neonatale e servono a calmare il sistema nervoso, ridurre lo stress e favorire una sensazione di sicurezza. Impastare, succhiare coperte, muovere ritmicamente le zampe anteriori o cercare il contatto fisico sono tutti comportamenti collegati alla memoria sensoriale dell’allattamento. In un contesto sereno, indicano benessere, non un problema.






