È tra i più importanti centri di ricerca degli Stati Uniti. Per rispondere a un mondo dominato dall’intelligenza artificiale, i vertici del Georgia Institute of Technology di Atlanta hanno messo in programma corsi sulle discipline storico-artistiche, convinti che si tratti di un ambito indispensabile per sviluppare il pensiero critico e creativo. Una decisione di notevole rilievo formativo e culturale. Che indica un approccio diverso alla rivoluzione digitale in atto. Non limitarsi a farsi dominare dalle tecnologie e dall’idolatria del «nuovo». Ma affermare con forza la centralità di un sapere che si dà non come forma di intrattenimento, ma come presenza decisiva. Perché propone un confronto problematico con i fenomeni; offre gli strumenti per «abitare» diversamente il reale; collega il necessario e il possibile, il visivo e il visionario; infine, fa capire che ci sono sempre spazi inediti da aprire, vie nuove da imboccare, opzioni da sondare.