Gli operatori dei gruppi Dario Perioli, Fhp, Grendi e Tarros - presenti con le loro attività terminalistiche nei porti della Spezia e Marina di Carrara - esprimono la loro perplessità e preoccupazione
Il porto di Marina di Carrara
La Spezia - Gli operatori dei gruppi Dario Perioli, Fhp, Grendi e Tarros - presenti con le loro attività terminalistiche nei porti della Spezia e Marina di Carrara - esprimono la loro perplessità e preoccupazione all’ipotesi di trasferimento delle competenze amministrative del porto di Marina di Carrara dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale a quella del Mar Tirreno Settentrionale, come previsto da un piccolo emendamento inserito, insieme ad altre centinaia, nel decreto Infrastrutture: “Questa proposta - spiegano le aziende portuali - potrebbe compromettere lo sviluppo raggiunto dai porti della Spezia e di Marina di Carrara negli ultimi anni, con effetti su tutto l'assetto operativo e competitivo dell’intero comparto portuale del Mar Ligure Orientale”. Ecco come gli operatori motivano le ragioni di queste riflessioni.
Sviluppo e investimenti consolidati
L’integrazione di Marina di Carrara nell’Adsp del Mar Ligure Orientale ha portato sin dall’inizio a un significativo incremento dei traffici di questo scalo, triplicati fino a raggiungere 5,5 milioni di tonnellate annue, e a investimenti per 95 milioni di euro, di cui 57 finanziati con fondi propri dell’Adsp.









