Rigettati i ricorsi delle ditte che si sentivano danneggiate. Palazzo Rosciano: “Cercheremo comunque una transizione morbida”
Il porto di Livorno (foto d'archivio)
Genova - È formalmente corretta la condotta procedurale e amministrativa assunta dall'Autorità di sistema portuale nell'ambito del percorso di ristrutturazione e riqualificazione delle aree demaniali marittime della Darsena Calafati e della Darsena Pisa nel porto di Livorno, da destinare alle attività industriali di costruzione, manutenzione e riparazione navale nel settore della nautica da diporto di alta fascia. Lo ha stabilito il Tar della Toscana rigettando i ricorsi presentati dalla ditta Roberto Romoli e dalla ditta Tommaso Montano e Figli contro gli atti dell'Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale riguardanti l'approvazione dello studio e della proposta di Piano industriale predisposti dalla società Rina Consulting e il conseguente avvio delle procedure per l'assegnazione dell'intero pacchetto delle aree da destinare alla cantieristica e alle riparazioni navali, che dovrebbe avvenire nel 2027 dopo una fase transitoria.
"Con questa sentenza - dichiarano da Palazzo Rosciano - il Tar ha confermato la validità del percorso amministrativo e procedurale intrapreso dall'Autorità di sistema portuale in merito alla riorganizzazione delle aree delle Darsene Calafati e Pisa. La sentenza non va però a modificare in alcun modo il proponimento dell'amministrazione di continuare a cercare con gli operatori interessati un punto di caduta a favore di una transizione morbida che non danneggi nessuno, specie quei soggetti che pur avendo partecipato alla gara non sono riusciti ad aggiudicarsi le aree".






