21:4017 giugno 2025Aggiornamento fissatoTrump valuta l’attacco: l’Iran si arrenda senza condizioniTerminata la riunione nella Situation Room tra il presidente Trump e il team di sicurezza nazionale. Lo riferisce la Cnn citando un funzionario della Casa Bianca. La riunione è durata oltre un’ora.Donald Trump valuta l’ipotesi di entrare in guerra con Israele contro l’Iran, pur avendo sempre promesso in campagna elettorale di voler evitare nuovi conflitti per gli Usa. Su Truth ha già chiesto una “resa incondizionata” della Repubblica Islamica, dopo aver invitato tutti ad evacuare Teheran e avvisato che “ora abbiamo il controllo completo e totale dei cieli sopra l’Iran” grazie alla superiorità tecnologica militare Usa.Minacciato anche Ali Khamenei: «Sappiamo esattamente dove si nasconde il cosiddetto “Leader Supremo”. È un bersaglio facile, ma lì è al sicuro. Non lo elimineremo (non lo uccideremo!), almeno non per ora. Ma non vogliamo che i missili vengano lanciati contro i civili o i soldati americani. La nostra pazienza sta per esaurirsi».Sul tavolo l’opzione di lanciare un attacco americano contro le infrastrutture nucleari iraniane, in particolare l’impianto sotterraneo di arricchimento dell’uranio di Fordow, profondamente interrato e raggiungibile solo dal più grande “bunker buster” Usa: è il Massive Ordnance Penetrator, o GBU-57, e pesa così tanto - 13.700 kg - che può essere sollevato solo da un bombardiere B-2. Israele non possiede né l’arma né il bombardiere necessari per portarla in quota e sganciarla sopra l’obiettivo.Fino a lunedì, quando era al G7, Trump ha insistito per un accordo con l’Iran, dandolo quasi per scontato. Ora sta mostrando i muscoli, anche rafforzando la presenza militare americana in Medio Oriente, con altri caccia militari e la portaerei Nimitz. Ma se la combinazione di persuasione e coercizione fallisce, dovrà decidere se questa è la guerra di Israele o quella dell’America. Funzionari iraniani hanno già avvertito che la partecipazione degli Stati Uniti a un attacco ai suoi impianti metterebbe a repentaglio ogni residua possibilità di raggiungere l’accordo sul disarmo nucleare che Trump dice di voler ancora perseguire.Tornando dal G7, a bordo dell’Air Force One, il presidente Usa ha ventilato la possibilità di mandare l’inviato speciale Steve Witkoff o il vicepresidente J.D. Vance a incontrare i negoziatori iraniani, spiegando di volere “una vera fine” alla questione nucleare iraniana, e non solo un cessate il fuoco tra Iran e Israele. Se uno dei due dovesse incontrare gli iraniani, secondo il New York Times, il probabile interlocutore sarebbe il ministro degli esteri Abbas Araghchi, che ha svolto un ruolo chiave nell’accordo nucleare del 2015 con l’amministrazione Obama e conosce ogni elemento del vasto complesso nucleare iraniano.Ma ora sembrano salire le chance dell’opzione militare. Due funzionari israeliani hanno detto ad Axios che Benjamin Netanyahu e il suo apparato della difesa continuano a credere che Trump potrebbe decidere di entrare in guerra nei prossimi giorni per bombardare l’impianto di Fordow. Finora, gli Stati Uniti hanno aiutato Israele a difendersi dai missili in arrivo, ma si sono rifiutati di partecipare a operazioni offensive. Nel giro di pochi giorni, però, si è passati dalla linea “Non è una nostra operazione” a “Noi ora controlliamo i cieli iraniani”.Trump deve fare i conti con il Congresso. Il mondo Maga, contrario a ogni interventismo americano, è in rivolta. Al Pentagono le opinioni sono divise per altri motivi.Dal G7 arrivano appelli per tornare al tavolo negoziale, come ha chiesto Emmanuel Macron, con un monito contro qualsiasi tentativo di cambio di regime che porterebbe al “caos”. Ma il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha riconosciuto che Israele “sta facendo il lavoro sporco per tutti noi” in Iran, e che “se Teheran non fa marcia indietro, la distruzione completa del programma nucleare iraniano è all’ordine del giorno, cosa che Israele non può ottenere da solo”.22:2717 giugno 2025Risoluzione bipartisan a Congresso Usa contro ingresso guerraDue parlamentari del Congresso americano, un repubblicano e un democratico, hanno presentato oggi una risoluzione che, se approvata, vieterebbe il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra tra Israele e Iran. “Questa non è la nostra guerra. Anche se lo fosse, il Congresso deve decidere su tali questioni secondo la nostra Costituzione”, ha scritto su X il deputato repubblicano del Kentucky, Thomas Massie, uno dei due firmatari.La risoluzione afferma che il Congresso ha l’autorità esclusiva di dichiarare guerra, non il presidente degli Stati Uniti. Il deputato democratico della California, Ro Khanna, cofirmatario della risoluzione, ha affermato da parte sua che gli americani non vogliono essere “trascinati in un altro disastroso conflitto in Medio Oriente”. “Sono orgoglioso di guidare questa risoluzione bipartisan sui poteri di guerra con il deputato Massie per riaffermare che qualsiasi azione militare contro l’Iran deve essere autorizzata dal Congresso”, ha dichiarato.
Missili Iran su Israele. Trump valuta di entrare in guerra: «Sappiamo dov’è Khamenei. Urge resa». Mosca: «Rischio nucleare»
Israele elimina il capo di stato maggiore iraniano Ali Shadmaniha e colpisce la stazione televisiva statale iraniana durante una trasmissione in diretta, costringendo un giornalista a fuggire fuori campo a seguito di un’esplosione. Esplosioni a Tel Aviv e Gerusalemme












