Il titolo “The Turning of Bones” si riferisce a un rituale magico. È il “Famadihana” praticato in Madagascar quando i vivi portano fuori dalle tombe i resti dei loro antenati avvolti in un panno per riconnettersi con la loro eredità. Macabro? Forse, ma come non ricordare per esempio gli abitanti dei bassi napoletani e il loro rapporto con le ossa dei morti conservate nelle catacombe. Son culture che dialogano con la vita e la morte.
L’idea di raccontare questa vicenda è del danzatore e coreografo anglo bengalese Akram Khan. Che tra l’altro sarà con il brano “Chotto Desh” il 30 settembre e il primo ottobre a Torinodanza, che lo ha ospitato più volte in passato. Per esempio in “Zero Degrees” danzato con Sidi Larbi Cherkaoui.
L’idea invece di riprendere il brano e rimescolarlo con altri lavori di Akram è di Eric Gauthier, corografo canadese ma di base a Stoccarda con la sua Gauthier Dance. Non è ancora il lavoro finito ma una prova aperta. La prima si avrà il 26 giugno, quindi fra pochi giorni, al Colours International Dance Festival di Stoccarda. La prima italiana sarà più avanti il 10 ottobre a Gorizia.
Alla magia del brano si unisce la magia del posto: Orsolina 28 , il centro internazionale di creazione artistica basato a Moncalvo, nel Monferrato, fondato e diretto da Simony Monteiro. Un compound tutto dedicato alla danza e alla formazione cui prendono parte studenti in arrivo da ogni parte del mondo.







