Per il 61% del campione, la quattordicesima consente di vivere più serenamente l'estate, sapendo di avere un'entrata aggiuntiva.

Il dato sale al 67% tra i 18-34enni e si mantiene elevato in tutte le fasce d'età e nei territori (59% al Centro, 61% al Nord, 62% al Sud).

Il 31% del totale afferma che la usa per affrontare spese altrimenti non sostenibili, con un picco tra i 35-65enni (33%). Solo l'8% ritiene che non abbia un impatto significativo sulle proprie finanze.

Per il 64% degli intervistati la quattordicesima è utile soprattutto per affrontare le spese estive. L'orientamento è trasversale: 65% tra i giovani, 63% tra gli adulti, 66% tra gli uomini, 61% tra le donne. Le percentuali sono stabili anche per area: 66% al Nord, 60% al Centro, 65% al Sud. Solo il 9% preferirebbe riceverla in un altro momento dell'anno (14% tra i più giovani), mentre per il 27% è indifferente (30% tra i 35-65enni, 32% al Centro). Alla domanda su quanto si spenderà nei primi 30 giorni dal ricevimento della quattordicesima, il 33% prevede di usarne tra il 40% e il 60% (35% tra i 35-65enni, 38% al Sud), ma c'è anche un 13% che prevede di utilizzarla quasi tutta (tra l'80% e il 100%).

Secondo Confesercenti infine bisogna "intervenire sui contratti 'pirata', che oggi privano della quattordicesima oltre 800mila lavoratori del terziario, sottraendo loro circa un miliardo di euro e creando una concorrenza sleale fra imprese".