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Molteni: "In arrivo nuove norme". Md: allarme eversione sugli 007

«Non si può finire alla sbarra per aver fatto il proprio dovere». Il grido di dolore delle forze dell'ordine scuote la politica dopo gli avvisi di garanzia per omicidio colposo notificati ai due poliziotti indagati dalla procura di Taranto per la morte del 59enne Michele Mastropietro, ritenuto il killer del brigadiere capo Carlo Legrottaglie a Francavilla Fontana nel suo ultimo giorno di lavoro. Un automatismo che i sindacati di polizia chiedono di abolire. Giovedì davanti al commissariato di Grottaglie ci sarà un sit-in di solidarietà agli agenti indagati per «omicidio colposo a seguito di eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi» promosso dal Sap e sostenuto pure dalla Silp Cgil: «Nessuno punta il dito contro la magistratura ma prima dell'avviso di garanzia automatico servono gli accertamenti di garanzia a tutela degli agenti, a cui il Paese deve essere grato, soprattutto quando sussistono l'uso legittimo delle armi, la legittima difesa e l'adempimento del dovere», tuona il segretario provinciale Sap Lecce Francesco Spedicato. «Le indagini si concludano entro pochissimi giorni, spero che il pubblico ministero avanzi quanto prima richiesta di archiviazione nei confronti dei due indagati e che la stessa venga accolta dal gip in tempi rapidi», ragiona il deputato Fdi Dario Iaia.