Aspetti bizzarri della geopolitica applicati all’aviazione: per evitare la guerra, in questi giorni gli aerei di linea non passano più sull’Iran, però sorvolano (quello sì) l’Afghanistan. Potrebbe non sembrare un grande vantaggio per la sicurezza dei voli, ma c’è un metodo in questa apparente follia: secondo il rapporto SafeAirSpace che viene costantemente aggiornato dalla rete internazionale OpsGroup e che fotografa la situazione del sistema aeronautico mondiale, al momento lo spazio aereo dell’Iran, al pari di quello di Israele (e anche della Giordania, della Siria e dell’Iraq, che stanno in mezzo), presenta un grado di pericolo 1 (il più alto) mentre lo spazio aereo dell’Afghanistan appartiene alla categoria 2. In fin dei conti il cielo sopra l’Afghanistan non è teatro di battaglie aeree e missilistiche, benché non si possa mai dire, magari qualche gruppuscolo guerrigliero dotato di armi anti-aeree considera offensivo che un Airbus o un Boeing abbiano la sfrontatezza di passargli sopra la testa.

Il mondo diviso in zone di insicurezza (rossa 1, arancione 2 e gialla 3) secondo il rapporto SafeAirSpace che viene costantemente aggiornato dalla rete internazionale OpsGroup

Esistono due rotte per evitare il teatro di guerra Israele-Iran: quella Nord passa dal Mar Caspio e (appunto) dall’Afghanistan mentre quella Sud è rappresentata dal corridoio Egitto-Mar Rosso-Arabia Saudita. Il rapporto SafeAirSpace segnala che anche un settore dello spazio aereo dell’Europa, cioè quello di Cipro, pur non essendo sulla direttrice Israele-Iran è così vicino alla zona di guerra da poter suscitare qualche preoccupazione, ma non ha subito grandi limitazioni per via dell’elevata domanda di voli da e per l’isola e attraverso i suoi cieli. I piloti in transito però sono avvertiti del rischio non tanto di missili quanto di interferenze elettroniche dovute alle attività belliche.