PROCIDA - A Procida cambia volto il complesso di Palazzo d'Avalos, già edificio rinascimentale, a lungo carcere sull'isola nel Golfo di Napoli, nonchè depositario di secolari storie dalla forte identità.

Il patrimonio, materiale e immateriale, viene oggi valorizzato da un nuovo percorso espositivo che abbraccia il piano terra, presentato al pubblico in un corposo riallestimento.

L'azione rientra nel progetto Ecosistema Palazzo d'Avalos, vincitore del bando Ecosistemi Culturali, promosso dalla Cooperativa Sociale Immaginaria e finanziato da Fondazione CDP di 125.000 euro per arricchire il patrimonio artistico e paesaggistico. Nello storico edificio riprendono voce di narrazione i registri, le divise, i letti e altri oggetti di uso comune ritrovati all'interno del penitenziario, raccontando le storie di chi ha abitato questi spazi negli anni più bui della storia del Palazzo attraverso un percorso a cura dello studio di architettura Aidna, che accompagna il visitatore in una dimensione fuori dal tempo, impreziosita dalle ricostruzioni delle camerate comuni e della sala del medico.

Tornano a parlare anche antichi registri, appena tornati al Palazzo grazie alla collaborazione con la casa circondariale di Poggioreale. E' stata presentata al pubblico anche una nuova esposizione permanente, a cura di Alberta Romano con Aurora Riviezzo, dal titolo "Non ho aspettato altro che il giorno pieno". La mostra, che nel titolo propone il richiamo a un passaggio del libro "L'isola di Arturo" di Elsa Morante, ricostruisce la storia del carcere attraverso fotografie storiche, racconti, cimeli e manufatti, che il carcere proponeva alla comunità dell'isola attraverso grandi Mostre Mercato, occasioni in cui i detenuti esponevano e vendevano alla comunità dell'isola manufatti e oggetti di chincaglieria. Dai singolari velieri fatti di fiammiferi alla biancheria da notte, ogni famiglia procidana conserva ad oggi almeno un manufatto prodotto nei 140 anni in cui il Palazzo d'Avalos ha rappresentato un laboratorio di artigianato, oltre che un luogo di sospensione.