(di Manuela Tulli) Dalle navate della basilica di San Pietro illuminate con i led all'energia prodotta da pannelli solari capaci di confondersi con gli storici tetti degli edifici vaticani.

Ma anche sostituzione di vecchie e inquinanti caldaie, areazione naturale della basilica, e un'attenzione allo smaltimento dei rifiuti che potrebbe vedere, per esempio, un riutilizzo delle cuffiette usate per i tour dei pellegrini.

Sono alcuni dei tasselli del progetto del Vaticano che ha come obiettivo 'impatto zero' entro la fine del 2026.

In scia ai documenti di Papa Francesco (Laudato sì, Laudate Deum, Fratelli Tutti), che ha avuto sempre una attenzione speciale all'ambiente, la Fabbrica di San Pietro ha presentato le misure che saranno prese nei prossimi mesi per rendere il Vaticano tra gli Stati più 'green' del mondo.

Un impegno, quello contro la crisi ambientale, che vede in prima linea anche Papa Prevost. Incontrando i vescovi del Mozambico, Leone XIV li ha esortati a prendersi cura "della nostra casa comune". "La cura della nostra casa è parte integrante - ha sottolineato - della vostra missione profetica.